martedì 20 luglio 2010

L'imperativo categorico

L'imperativo categorico era uno!!!
Nar famadi e tornar tesi!!
E con massimo sprezzo del pericolo e ardita volontà nell'adempiere all'alto compito assegnato, le nostre membra hanno, anche a rischio della propria incolumità, strenuamente aggredito a colpi di baionetta la pasta de luganega!!!! e sorreggendo i pesanti bicchieri di vino fino a farli definitivamente vuoti, hanno al fine fatto capitolare le damigiane!

martedì 22 dicembre 2009

A Natale si puo amare di più?

Ok, Buon Natale! Anche quest’anno è quasi Natale! Ve lo ricordate lo scorso Natale? e quello prima? e quello del 2000? e quello di vent’anni fa? ve li ricordate? Ogni Natale è come un compleanno; un anno in più dietro e uno in meno… comunque è un momento di bilanci. Siete stati buoni? Bravi. Siete stati cattivelli? Beh pazienza, c’è sempre il prossimo Natale. A Natale siamo tutti più buoni! Buon Natale a tutti: alti, bassi, magri, grassi, donne e uomini; a tutti voi auguro di potervi fermare un attimo per guardare indietro, avanti ma soprattutto intorno perché il Felice Natale non lo troviamo sotto l’albero ma nelle sue vicinanze… Auguri

venerdì 14 agosto 2009

El Salvanel

Così narrava Giuseppe Sebesta:

"È sostanzialmente un comune mortale che vive al di fuori del consesso umano preferendo i luoghi isolati, la montagna, il bosco. A contatto con la natura ha esaltato al massimo le sue caratteristiche fisiche che gli assicurano la vita: forza, robustezza, fiuto eccezionale per inseguire la preda. È timido, rifugge dal prossimo isolandosi al punto tale da attenuare le sue capacità psichiche fino alla stupidità. Non si lava né si pulisce. Non si rade né si taglia i capelli cosicché questi si fondono raggiungendo le ginocchia. Per questo diventa una figura terrificante esaltata dalla pelle di caprone con cui si ammanta. Un atto gentile lo intenerisce. A volte sente il bisogno di fraternizzare con gli uomini. Allora si ferma insegnando loro i mestieri della malgazione, della lavorazione dei latticini di cui è maestro. "

Dopo anni di appostamenti lo abbiamo trovato in uno dei rari momenti in cui entra in contatto con l'acqua.

mercoledì 17 dicembre 2008

Oggi argomento pesante

Cari amici del Pignaro devo premettere che spero che alla fine della lettura di questo post non vogliate consigliarmi un buon analista. Detto questo posso esporvi le mie riflessioni sul Natale.
Il Natale infatti è un atmosfera è un giorno è un evento è un regalo è un supplizio è una tradizione è bello è brutto è religione è consumo è... cos'è? Io credo che Natale sia il compleanno della vita, un giorno nel quale attraverso riti religiosi e profani ringraziamo la quotidianità di un respiro, lodiamo la routine dei risvegli e comprendiamo l'importanza dei rapporti e la gioia degli affetti. Il Natale è un giorno che dovremo riuscire a festeggiare 365 volte l'anno perchè, se è vero che è meglio aver amato e perso che non aver mai amato è altresi vero che è meglio vivere e morire che non aver mai vissuto. 
Buon Natale a tutti.

sabato 6 dicembre 2008

La dolce terra natia

Cari, amati ed innumerevoli discepoli, in questi tempi vi ho trascurato. Sono stato travolto dalle mie attività extraludiche e solo ora che ho rivisto la mia dolce terra natia mi sono riavuto e colgo quindi l'occasione per disquisire de "la Val de Cembra".

La Val de Cembra, ambiente naturale nel quale si riproduce El Cembran, è un luogo dell'amnesia in quanto I Furesti (gli stranieri ndr) al mattino difficilmente ci si ricordano quello che è successo la sera prima. La magia di questi luoghi è data dalla Sgnapa de Strabauz prodotta dalle fate, dagli gnomi, dai puffi e dai folletti che popolano i vicoli dei paesi e le baite di montagna. Purtroppo El Cembran da piccolo è caduto nel Lambic de la Sgnapa de Strabauz ed è quindi immune a questo sortilegio.

El Cembran è l'abitante DOC della Val de Cembra. Per definire El Cembran Nicola Lona de Lisgnac ha stilato (e non distillato) alcuni punti caratteristici:

1.Avere residenza in valle
2.Avere una sopportazione dell'alcol superiore alla media
3.Avere sempre sete
4.Avere dei nonni che facevano o fanno tutt'ora sgnapa de strabauz
5.Avere una caneva
6.Conoscere il significato della parola de strabauz
7.Un vero Cembran onora il Padre la Madre e la Festa del Paes

Io posso solo aggiungere che El Cembran è di natura ospitale e se pensate di voler danzare con le fate accompagnati dalle melodie dei fauni non vi resta che seguire l'arcobaleno.

venerdì 28 novembre 2008

Dalla quinta lettera di San Giot ai pù 'mbriagoni

Grazie alla collaborazione con il grande maestro Nonno Merci oggi pubblicheremo un estratto delle sue richerche sul variegato mondo del lessico dei trentini.

Dalla quinta lettera di San Giot ai pù 'mbriagoni

Per chi arriva in Trentino, ovunque si trovi... sarebbe il caso che imparasse codeste importanti e vitali espressioni dialettal-etiliche.. per dir (per esempio..) "son chi ont!" 
trad.: sono qui molto ubriaco..ubriaco fradicio;
"no l'è el bever che fa mal, ma crodar entera embriaghi"
 (ipse dixit Remo Paludo)
trad.: non è l'assunzione di alcolici che fa male, ma il cadere atterra ubriachi che comporta seri rischi all'incolumità fisica di noi stessi
 ( se ci si accorge di essere "onti", è cosa buona e giusta prestare la massima attenzione a come ci si deambula); 
" davanti a 'n bianco ..me tiro 'ndrè ...ma sol per ciaparme l'onda" (ipse dixit Remo Paludo)
trad.: dinanzi ad un buon bicchiere di vino bianco..si arretra..ma solo per prendersi la rincorsa"
 anche questo aforisma è del saggio maestro Remo detto Paludo;
"n'ho beù en celèt e ades son chi tacà giò"
trad.: questa sera ho esagerato, ne ho bevuto un secchiello ed ora sono qui completamente a terra.",questa considerazione la si fa ormai quando si è a livello "mollusco";
"meio en bicer mez voit ancoi, che mez bicerot pien doman"
è preferibile avere per le mani un bicchiere intero anche se mezzo vuoto oggi, che un piccolo bicchierino pieno domani".

domenica 23 novembre 2008

Luogo che vai...

...puttana che trovi!
Credo sia questo che ha pensato il buon M.C. quando ha scattato questa foto. Daltronde, come ama ripetermi il mio consulente esperto del settore (ndr Ramirez Santiago Radhames), "se cerchi putana trovi putana". Purtroppo le puttane ai giorni nostri sono come i kinder cereali, non sai mai cosa c'è dietro.
P.S.: M.C. non sta per Marco Cabassa lui fa birdwatching ma nel senso più tradizionale del termine.... credo!?!