Questo nuovo avvistamento della femmina di Network mi da lo spunto per sensibilizzare tutti voi miei cari apostoli su un tema di grande importanza: il lessico del Pignaro!
Come avete potuto apprendere dalle recenti letture, il Trentino è terra di grandi poeti incompresi e dimenticati. Quello che però ancora non sapete è che i Trentini, enigmatici di natura, comunicano per paradossi.
Grazie alla collaborazione del nostro esperto Nonno Merci siamo venuti in possesso di questo incredibile ed antico documento:
Dalla seconda lettera di san Claudio apostolo ai romanei:
per chi che no parla el dialet trentin, l'è fondamentale emparar sti modi de dir:
"drio al veder, quela lì la varda for ben!"
traduzione: a ben guardare, quella persona è di bell'aspetto.
"vei dent, scaldete for"
(traduzione: vieni dentro e riscaldati)
"meti su da lavar giò"
(traduzione: inizia a lavare i piatti)
vei chi, va là
(traduzione: forza vieni qui dai!)
meio così, che descosì
(traduzione: meglio cucito, che scucito; e filosificamente parlando..meglio un piatto della solita minestra, che saltare dalla finestra)
"vei dent, scaldete for"
(traduzione: vieni dentro e riscaldati)
"meti su da lavar giò"
(traduzione: inizia a lavare i piatti)
vei chi, va là
(traduzione: forza vieni qui dai!)
meio così, che descosì
(traduzione: meglio cucito, che scucito; e filosificamente parlando..meglio un piatto della solita minestra, che saltare dalla finestra)
2 commenti:
...al cameriere no ghe torna gnianca el tabiel!!!...
Non avevo mai notato queste "incongruenze" dialettali. Fantastico!
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